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Pollini

CUPRESSUS SEMPERVIRENS

Nome comune: cipresso mediterraneo

  • Famiglia: Cupressaceae

    • Genere: Cupressus

Pollinazione: dicembre-marzo

Le allergie respiratorie

Le allergie inalatorie più comuni sono quelle a pollini e ad acari della polvere domestica. In Toscana le più diffuse sono a pollini di graminacee, olivo e cipresso.

Tipici sintomi dell’allergia respiratoria sono l’abbondante secrezione acquosa dal naso, starnutazioni frequenti e ostruzione nasale, spesso associati anche a infiammazione oculare, nel momento in cui c’è esposizione alla sostanza cui è allergico il paziente. Tale sostanza in grado di provocare allergia viene chiamata allergene. In pazienti con asma allergico, l’esposizione ad allergene causa anche tosse, difficoltà respiratoria e sibili, sia perché alcuni allergeni raggiungono il bronco, sia perché l’infiammazione nasale peggiora il quadro respiratorio polmonare.

Muffe

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Le muffe sono microrganismi pluricellulari che producono dei filamenti chiamati ife. In persone suscettibili, le muffe possono determinare reazioni da ipersensibilità, che vanno dalla rinite allergica al broncospasmo, fino a vere e proprie forme di polmoniti, che in pazienti immunocompromessi possono diventare perfino fatali

Muffa di notevole interesse allergologico è Alternaria alternata. Questa muffa si forma su materiale organico in via di decomposizione e la sensibilizzazione a tale muffa è tipica di pazienti con asma allergico.

Altre muffe di interesse allergologico sono Aspergillus fumigatus, Cladosporium herbarum e Penicillum notatum

Acari

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Gli acari della polvere sono microscopici aracnidi che si cibano del materiale che comunemente chiamiamo “polvere”, composta da pelle desquamata, frammenti di capelli e unghie. Amano gli ambienti umidi e il fresco, per cui sono meno presenti d’estate. L’allergia ad acari della polvere è legata alla sensibilizzazione alle loro deiezioni, e può dare rinite, congiuntivite, asma fino addirittura a dermatiti da contatto (tipicamente perioculare). Fa parte di questa famiglia di acari il Dermatophagoides ptenonyssinus (DP).

Il Tyrophagus putrescentiae è un acaro in grado di provocare le medesime reazioni allergiche e infesta tipicamente il prosciutto. E’ un problema clinico soprattutto per pazienti che svolgono lavori relativi alla produzione di prosciutto.

Acarus siro e Dermatophagoides farinae sono invece acari che infestano le farine. Possono determinare rinocongiuntivite e asma, ma in alcuni pazienti possono dare la “pancake syndrome” che è una sindrome anafilattica legata all’ingestione di farine contaminate; per ridurre il rischio di contaminazione una soluzione è stoccare le farine in frigorifero.

Alcuni consigli da adottare per ridurre la presenza di acari in casa:

  1. La camera deve essere asciutta, ben aerata, priva di macchie di muffa: gli ambienti umidi sono ideali per lo sviluppo dei dermatofagoidi.

  2. L’arredo deve essere semplice e a superfici lisce. I mobili devono avere i piedi, così da permettere una pulizia completa del pavimento, che deve essere in legno, marmo, ceramica o linoleum; la moquette è certamente il tipo di pavimento meno indicato.

  3. Tutto il vestiario deve essere tenuto in un armadio ben chiuso. I singoli indumenti, quando possibile, devono essere ricoperti da fodere di plastica.

  4. Evitare poltrone e divani imbottiti, utilizzando invece sedie o poltroncine di legno o di plastica.

  5. Ricoprire con copri-cuscini e copri-materassi anti-acaro tutti i cuscini e i materassi utilizzati nella camera.

  6. Cambiare la biancheria del letto una volta la settimana. Le coperte devono essere passate all’aspirapolvere almeno una volta al mese e lavate a secco a fine stagione. E’ consigliabile riporle avvolte in un involucro a prova di polvere previo trattamento con spray anti-tarme. Durante la buona stagione esporre lenzuola e coperte al sole: i dermatofagoidi vengono uccisi dall’insolazione diretta.

  7. Eliminare dalla stanza libri, giocattoli di peluche e altri oggetti in grado di raccogliere polvere. Chiudere in un cassetto o in un armadio quelli che non fosse possibile eliminare. Non ammettere animali e non tenere piante nella stanza.

  8. Evitare tappezzerie, tappeti, tendaggi e drappeggi. E’ ideale l’utilizzo di tendine di plastica a rullo o, in alternativa, tendine di nylon o di mussola, facilmente lavabili.

  9. L’uso di umidificatori nella stanza è sconsigliabile: i dermatofagoidi prosperano quando i livelli di umidità relativa sono sul 70-80% mentre sopravvivono con difficoltà non appena l’umidità scende al di sotto del 50%.

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